Dai Riti alle Note: Crowley e la Musica che ha infranto le Regole – di Via Mercurii

Dai Riti alle Note: Crowley e la Musica
Dai Riti alle Note: Crowley e la Musica che ha infranto le Regole

Cari Viandanti,

vorrei proporvi un articolo diverso dal solito…

Tutti parlano di Aleister Crowley, dei suoi scritti, delle sue magie e dei suoi ordini esoterici, ma pochi si sono davvero soffermati sull’impatto che ha avuto nella cultura, oltre i suoi cerimoniali misteriosi.

Nel cuore del Novecento, dove il mistero e la ribellione si fondono, sorge la figura di Crowley, l’uomo che sfidò le convenzioni e si ribellò alle leggi stabilite. Con la sua celebre frase “Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge”, ha tracciato una via di libertà assoluta che ha oltrepassato i confini dell’occulto, entrando nell’anima della musica rock e metal, dove le sue visioni e il suo pensiero hanno acceso non solo una nuova fiamma di ribellione, ma facendola diventare qualcosa di più: una vera e propria alchimia sonora, una magia che sfidava le leggi e risvegliava le coscienze.

Crowley e l’Esoterismo che Vibra nelle Note

Crowley vedeva l’arte come un mezzo di trasformazione, una magia capace di evocare energie e risvegliare le coscienze. Questo concetto si sposa perfettamente con l’anima del rock, che fin dalle origini è stato sinonimo di rivoluzione, trasgressione e sperimentazione. Non è un caso che alcune delle band più iconiche della storia abbiano tratto ispirazione dal suo pensiero, integrandolo nella loro musica e nella loro immagine.

I Beatles e il Primo Segnale

Un primo segnale di questa influenza si trova sulla copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967) dei Beatles, dove Crowley appare tra le figure che hanno segnato la cultura moderna. John Lennon e soci erano affascinati da idee anticonformiste e dalla ricerca di una nuova spiritualità, elementi che si sposavano perfettamente con il pensiero di Crowley.

Dai Riti alle Note: Crowley e la Musica

 

Led Zeppelin: Il Patto con l’Occulto

Quando si parla di esoterismo e musica, non si può ignorare il legame tra Aleister Crowley e i Led Zeppelin. Fin da giovane, Jimmy Page, chitarrista della band, fu affascinato dal misticismo, dalla magia e dalle opere del “mago oscuro”, al punto da diventare un vero collezionista di libri e oggetti esoterici legati a Crowley. La sua passione lo portò persino ad acquistare Boleskine House, la villa scozzese sul Lago di Loch Ness che un tempo apparteneva al mago. La casa era famosa per essere stata teatro di rituali e pratiche magiche, e Page ne parlò sempre come un luogo carico di energie particolari. Infatti, la villa fu al centro di strani eventi e incendi inspiegabili, alimentando il mito che su di essa ci fosse una maledizione.

La filosofia di Crowley ha influenzato l’estetica e l’immaginario della band, tanto che alcuni simboli legati a Crowley compaiono nella copertina di Led Zeppelin IV (1971), ed è anche considerato uno degli album più misteriosi della storia del rock: sulla copertina non appare il nome della band, ma solo un vecchio con un fascio di rami sulla schiena, probabilmente di epoca vittoriana. Ma è dentro l’album che troviamo l’immagine di un vecchio uomo con la lanterna in mano, spesso interpretato come un riferimento all’arcano maggiore L’Eremita dei tarocchi di Rider-Waite, simbolo di ricerca e introspezione spirituale.

Page non si limitò a collezionare libri rari e oggetti esoterici: si dice che sperimentasse rituali magici e pratiche occulte. Il mistero che avvolgeva il gruppo contribuì a creare il mito di una musica non solo potente, ma anche carica di un’energia quasi sovrannaturale.

 David Bowie e la Magia della Trasformazione

Se c’è un artista che ha incarnato l’idea di continua evoluzione e trasformazione, quello è David Bowie. Anche lui, in più occasioni, ha citato Crowley come fonte d’ispirazione, sia per la sua filosofia di vita sia per l’uso di simboli esoterici.

Bowie non era solo un musicista, ma un alchimista dell’identità: ogni suo personaggio, da Ziggy Stardust al Duca Bianco, era una nuova incarnazione di sé stesso, proprio come Crowley predicava con la sua ricerca dell’individualità assoluta. La sua musica era più di una semplice espressione artistica: era un atto magico, un rito di trasformazione personale e collettiva.

Black Sabbath e il Fascino dell’Oscurità

I Black Sabbath hanno portato nell’immaginario collettivo il concetto di oscurità, magia e mistero. Anche se non erano esplicitamente devoti al pensiero di Crowley, le loro tematiche – la morte, il male, il sovrannaturale – evocano il tipo di esplorazione spirituale che il mago inglese praticava.

Ozzy Osbourne, frontman della band, ha spesso usato simboli occulti come forma di provocazione, fino a dedicare a Crowley una delle sue canzoni più celebri: Mr. Crowley. Questo brano non è solo un tributo, ma una riflessione sulla figura enigmatica e controversa del mago.

Dai Riti alle Note: Crowley e la Musica

 

Iron Maiden, Mercyful Fate e l’Esoterismo nel Metal

Il pensiero di Crowley ha trovato terreno fertile anche nel metal, genere che più di ogni altro ha saputo giocare con simboli occulti e tematiche esoteriche.

Gli Iron Maiden, ad esempio, nel brano Revelations si ispirano direttamente agli scritti di Crowley, mentre i Mercyful Fate hanno sempre avuto un forte legame con l’occulto.

Artisti come Marilyn Manson, Tool e persino Björk hanno continuato a usare simbolismi esoterici nella loro musica e nei loro spettacoli, dimostrando che l’eredità di Crowley è ancora viva e vegeta.

 

La Musica come Atto Magico

Oggi, la musica non è più solo una forma d’arte: è un vero e proprio rituale moderno. I concerti diventano cerimonie, le performance si trasformano in invocazioni, creando un ponte tra il mondo materiale e quello spirituale.

Crowley credeva che la magia fosse un mezzo per trasformare sé stessi e il mondo. La musica ha preso questa idea e l’ha amplificata, diventando un linguaggio universale di ribellione, esplorazione interiore e ricerca della verità.

Oggi

Aleister Crowley non è stato solo un occultista o un filosofo, ma un pioniere di un nuovo modo di concepire l’arte. Il suo pensiero ha attraversato decenni di musica, influenzando generazioni di artisti che hanno sfidato le regole e cercato la libertà oltre le convenzioni.

La sua visione dell’arte come magia è più viva che mai: nelle canzoni che provocano, nei testi che ispirano e nelle note che, ancora oggi, continuano a infrangere ogni limite imposto.

 

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